Iniziativa contro bullismo e cyberbullismo
Sabato scorso il Palazzetto dello Sport di Villaricca non è stato soltanto un campo da basket. È stato un luogo dove sport, educazione e legalità si sono incontrati per lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni.
Quasi 100 bambini delle categorie Aquilotti e Scoiattoli sono scesi in campo per dire no al bullismo e al cyberbullismo. Una mattinata intensa fatta di partite, entusiasmo, urla di gioia, cadute, canestri, sorrisi e anche qualche lacrima,come sempre accade quando si condividono emozioni vere con tanti bambini.
Ma ancora una volta il risultato sportivo è passato in secondo piano. La vera vittoria è stata il messaggio educativo che la Virtus porta avanti da anni: lo sport oltre il risultato, come presidio di legalità e crescita sul territorio.
Questa iniziativa si inserisce nel percorso che la Virtus 7 Stelle sta portando avanti da tempo con diverse campagne di sensibilizzazione attraverso il basket.
Dopo le iniziative dedicate alla solidarietà, con la raccolta e la donazione di regali ai bambini meno fortunati, dopo i tornei organizzati per sensibilizzare sul tema dell’obesità infantile, quelli dedicati alla sana e corretta alimentazione, quelli contro la Camorra oggi è stato affrontato il tema del bullismo e del cyberbullismo.
Un impegno continuo che nasce dalla volontà di sviluppare una visione diversa dello sport, superando il modello tradizionale che per troppo tempo lo ha ridotto soltanto al risultato e alla competizione.
Per la Virtus, lo sport deve essere prima di tutto educazione, comunità e responsabilità sociale.
Al termine delle gare, tutti i bambini si sono fermati ad ascoltare con grande attenzione l’intervento del comandante della stazione dei Carabinieri di Villaricca, il maresciallo Pietro Amati, che ha spiegato ai giovani atleti come riconoscere e difendersi dal bullismo e dal cyberbullismo, indicando comportamenti corretti e ricordando che nessuno deve sentirsi solo davanti a queste situazioni.
Un messaggio importante è stato rivolto anche ai tanti genitori presenti sugli spalti: le caserme dei Carabinieri sono sempre aperte per accogliere e aiutare chiunque abbia bisogno.
Durante la mattinata si è vissuto anche un momento di profonda commozione.
Nel suo intervento, l’organizzatore dell’evento coach Luciano Pietrosanti, da sempre vicino a queste tematiche educative, parlando di bambini e di responsabilità degli adulti, ha voluto fermarsi un attimo e rivolgersi alla platea chiedendo un applauso per il piccolo Domenico, scomparso prematuramente non per colpa sua.
«Noi adulti, ha ricordato, non possiamo non dedicare un pensiero a lui, proprio oggi che siamo qui circondati da tanti bambini e tanti ragazzi che, per come la si voglia guardare, sono comunque ragazzi fortunati».
In quel momento il palazzetto si è fermato. È scattato un lungo e fortissimo applauso, carico di emozione, in memoria di questo bambino la cui tragica scomparsa ha profondamente colpito e commosso l’intero Paese.
La mattinata si è poi chiusa con la cosa più bella: i sorrisi dei bambini, felici semplicemente di aver giocato a basket.
A margine dell’evento, coach Pietrosanti ha voluto sottolineare anche una riflessione importante: il mondo dei ragazzi è profondamente cambiato e anche lo sport deve imparare a guardarlo con occhi diversi, con un approccio più pragmatico rispetto al passato.
Secondo il coach, le società sportive non possono più essere realtà isolate, ma devono fare rete con associazioni del territorio, parrocchie, oratori, scuole e istituzioni locali, costruendo una visione nuova delle comunità moderne. I ragazzi devono potersi incontrare, confrontare, interscambiare esperienze e percorsi, vivendo occasioni che li arricchiscano dal punto di vista emotivo, relazionale e valoriale.
Solo creando queste opportunità, ha spiegato Pietrosanti, si può davvero pensare di contrastare quelle anomalie sociali che giorno dopo giorno rischiano di rovinare la vita dei nostri ragazzi.
«Noi adulti, noi educatori,ha concluso , abbiamo il dovere di creare le condizioni migliori per la loro crescita. Dobbiamo offrire opportunità, farli appassionare, farli innamorare di qualcosa di vero. Qualcosa che li porti a vivere esperienze reali e che sia più forte della tentazione di chiudersi dietro lo schermo di un cellulare».
Un sincero ringraziamento va alle società che hanno partecipato a questa bella manifestazione: CUS Napoli, ProCangiani Napoli, Casavatore, Fratta, Casoria e Kodokan.
Grazie per aver permesso ai vostri ragazzi di essere presenti e di vivere una giornata così significativa.
La cosa più bella, alla fine di tutto, è stata vederli andare via dal palazzetto felici, con i sorrisi stampati sui loro volti. Ed è forse proprio questo il risultato più importante di tutta la giornata.









