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Crollo totale

Il Napoli cade rovinosamente a Eindhoven per 6 a 2. Una sconfitta senza precedenti nel punteggio che consegna una squadra sulle gambe, preoccupantemente senza una capacità di reazione. Una umiliazione.

Il Napoli granitico e compatto di Conte sembra essersi sfaldato, lasciando spazio ad una squadra che da la sensazione di poter capitolare ad ogni attacco degli avversari.

E il PSV non è di certo una squadra irresistibile.

In campo mancano, in questo momento, leaders capaci di spronare la squadra nei momenti di difficoltà, di suonare la carica, di far sentire la voce.

Eppure, in questo disastro totale olandese, il Napoli era andato in vantaggio con McTominay (autore di entrambi i gol degli azzurri) e, chi ha visto il match  converrà, sino al 35′, minuto del pareggio dei padroni di casa su autogol di Buongiorno, se fosse andato sul 2 a 0 non avrebbe rubato nulla.

In assenza di Hojlund, però, il peso dell’attacco grava sulle spalle di Lorenzo Lucca, ancora oggetto del mistero e, questo è palpabile, con un peso enorme sulle spalle che non gli consente di dare il meglio di se. Il centravanti non riesce ne ad essere “boa” per far salire la squadra (alla Lukaku), ne farsi trovare pronto in area di rigore, ne utilizzare le, poche a dire il vero, palle ricevute per far male agli avversari. Così impalpabile e nervoso che viene espulso al 76′, sul 3 a 1, per un gesto di reazione nei confronti dell’arbitro.

Un altro tema è: perché Conte sta snaturando il suo modo di essere? È giustificabile il passaggio al 4-1-4-1 per la sola necessità di inserire in campo De Bruyne, facendolo giocare in una posizione di campo non ben specificata (interno, esterno, sottopunta), costringendo McTominay a fare l’esterno sinistro per lo più.

Non sarebbe più utile tornare al 4-3-3, alternando i “faboulus four” sulla base delle esigenze, visto il calendario ricco di impegni?

La disfatta olandese ci consegna proprio questo: un Napoli che ha perso identità, in confusione.

Starà a mister Conte trovare ora la chiave giusta a far ripartire la squadra. La stagione è lunga, i conti si fanno a maggio e il tempo per rimettersi in carreggiata c’è.