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Papa Leone XIV ad Acerra (NA): “promuovere nuove forme di giustizia sociale e ambientale”

Il Santo Padre: “venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso affetti”

Papa Leone XIV ha incontrato presso il Duomo di Acerra (NA) i familiari delle vittime dei veleni della terra dei fuochi, esordendo col richiamo all’Enciclica “Laudato Si'” di Papa Francesco.

“Papa Francesco avrebbe voluto essere qui, su questo territorio che ha tristemente preso il nome di terra dei fuochi. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il dono che Laudato Si’ ha rappresentato”, ha esordito il Papa nella sua Omelia.

Il discorso del Papa è stato introdotto da Monsignor Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra, il quale nel suo intervento ha sottolineato il ruolo della Chiesa nel raccogliere in questi anni le denunce dei cittadini su di un territorio che va “dal napoletano al casertano e che comprende quasi 3 milioni di abitanti”.

Questi territori, ha sottolineato il Papa, sono stati un “concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune”.

“Sono qui a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, per via dell’inquinamento ambientale causato da persone senza scrupoli, che per molto tempo hanno agito impunemente”.

“La Chiesa ha agito”, ha sottolineato il Santo Padre. “Questa terra una vola era chiamata Campania Felix, come inno alla vita. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema. Avete scelto la responsabilità e iniziato un cammino di impegno e ricerca della giustizia”.

“VA denunciato il paradigma di morte – ha incalzato Leone XIV – promuovendo nuove forme di giustizia sociale e ambientale. Se ci si ferma si ritorna indietro. Non più fuoco che distrugge – riferendosi al nome “terra dei fuochi” – ma fuoco che ravviva e riscalda”.

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Ai parenti delle vittime della terra dei fuochi il Santo Padre ha esortato: “generate vita nuova trasmettendo senso di responsabilità, educate alla giustizia e alla cura. Va scardinata la cultura del privilegio e della prepotenza che ha fatto male a questa terra”.