È partita stamane una operazione coordinata Usa/Israele contro l’Iran.
Dopo settimane di minacce di attacchi, spostamenti di uomini, navi e aerei nella regione mediorientale, diversi colloqui indiretti tra le parti finalizzati a scongiurare la via militare, stamattina è partito l’attacco.
I bombardamenti sono stati lanciati su decine di obiettivi in tutto il Paese. Le esplosioni hanno colpito Teheran e altre città come Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah.
I media israeliani riportano che l’Idf ritiene di aver ucciso il capo dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Mohammad Pakpour. Gli stessi media fanno filtrare che anche Khamenei sarebbe morto; per ora, su questa notizia, non c’è alcuna conferma.
Trump: “raderemo al suolo la loro industria missilistica”
In un video postato su Truth, il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di aver agito per “difendere il popolo americano dalle minacce imminenti” poste da Teheran, evidenziando di aver “ripetutamente cercato di raggiungere un accordo”, ma senza successo. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica, annienteremo la Marina”, ha detto il Presidente Usa.
Netanyahu e l’obiettivo del cambio di regime
Un cambio di regime è l’obiettivo della campagna militare, così come chiarito dal Premier israeliano Benjamin Netanyahu, sicuro che l’operazione militare “creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino”.
La reazione iraniana
Il regime degli ayatollah ha reagito lanciando decine di missili balistici contro lo Stato ebraico e contro le truppe Usa schierate nel Golfo. Esplosioni sono state registrate in Bahrein, Kuwait, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar.









